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La catena del freddo

24 novembre 2007








“La catena del freddo è “l’iter” che una certa tipologia di prodotti (surgelati) deve subire per giungere integra alla sua destinazione finale senza subire irrimediabilmente variazioni qualitative. Prevede e garantisce di mantenere e conservare il livello del freddo lungo tutte le fasi del processo distributivo, dal trasporto all’immagazzinamento, nonché all’allocazione presso i punti di vendita o presso le strutture cui il prodotto è destinato fino al momento del consumo. La temperatura cui i l prodotto deve essere mantenuto non dovrebbe superare i –20 gradi centigradi”.

Sì, è così che funziona. La catena umana del freddo. Ma siamo deperibili. Dovremmo indossare armature isotermiche.

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28 commenti leave one →
  1. Scorpio79 permalink
    24 novembre 2007 00:29

    Primoooooooooooooooooooooooo!!!!!!!Ti dirò Nita, siamo solo a metà novembre ma io mi sono già stufato del freddo. Eppoi sono più di 50 ore che qui a Brescia piove ininterrottamente… Ciao Rubens

  2. Dyo permalink
    24 novembre 2007 01:05

    Io mi sono stufata dopo una settimana, Rubens. Pensa. Ed è appena iniziato. 😐

  3. Bleek permalink
    24 novembre 2007 01:39

    “Isotermiche”…già sai cosa voglio dire eh?…

  4. Dyo permalink
    24 novembre 2007 02:21

    Sì, Bleek: oramai mi leggi nel pensiero. Tu sai che io so che tu sai. 😉

  5. ian permalink
    24 novembre 2007 08:17

    la catena umana del freddo non si interrompe nemmeno sotto il sole dei caraibi.

  6. Dyo permalink
    24 novembre 2007 08:53

    Permettimi di dissentire, Ian: la catena umana si interrompe molto spesso, invece, cioè ogni volta che qualcuno ci disgela, corrompendoci. E i successivi congelamenti, purtroppo, fanno di noi delle persone sempre più povere di “sostanze nutritive”.Metaforetta del sabato mattina, giusto per tirarsi su il morale. 🙂

  7. moticanus permalink
    24 novembre 2007 09:29

    Ah ecco perchè! Ora mi spiego tante cose!Quando vedi un imbecille che fa finta di non capire (e ce ne sono tanti)…il problema non è suo, ma del suo cervello surgelato!Dyo grazie mille x il tuo voto! Denghiu!

  8. Laura permalink
    24 novembre 2007 09:40

    E’ una bella metafora. Solo che noi, effettivamente, la viviamo al contrario: quella che servirebbe veramente a preservarci dalla sofferenza sarebbe una catena del calore…Un abbraccio,Laura

  9. Dyo permalink
    24 novembre 2007 09:41

    Sai, Moticanus, per il bene dell’imbecille sarebbe il caso che il cervello rimanesse sempre surgelato.Prego: mi è piaciuto. 😉

  10. Dyo permalink
    24 novembre 2007 09:51

    Ma dovrebbe essere un calore costante, Laura. Cioè dovremmo essere programmati per una catena di calore. In effetti lo siamo, poi le esperienze di vita ci congelano la prima volta e a quel punto, dopo il primo scongelamento, dovremmo rimanere sempre così. Ma così non è.Un saluto e buon fine settimana.

  11. Baol permalink
    24 novembre 2007 11:58

    Su gli uomini più che la catena del freddo andrebbe applicata la tracciabilità degli alimenti, così la merce avariata si capisce da dove arriva.Un abbraccio forte conterronea

  12. Dyo permalink
    24 novembre 2007 12:36

    Magari si potesse, Baol: si potrebbe scartare la merce nociva fin da subito. Senza rischi per la salute. ;-)Un abbraccio conterroneo.

  13. kabalino permalink
    24 novembre 2007 13:01

    io l’approverei questa cosa del congelamento dei cervelli, certuni farebbero meno danni da surgelati piuttosto che a temperatura ambiente…

  14. Anonymous permalink
    24 novembre 2007 13:23

    quanto amo le tue metafore zia Dyo!!! si..sono come la cometa di halley..non ho temo neanche x respirare ma ..quando apro il pc ogni 10 giorni…;-) entro nel tuo blog! un abbraccio forte forte..io non riesco a “scongelarmi”” ….:-)))))))manu-ela

  15. Magicocentro permalink
    24 novembre 2007 13:27

    Un bacino bimba mia, scusa sono stato impegnato con le partite,Aribacio,Paoletto da Viareggio.Ps.:Abbiamo vinto contro Lodi 4 a 2! Che settimana campale!Gli abbiamo praticamente sommersi col nostro tifo! (Come c***o si fa a abitare in Padania! Come c***o si fa! Come c***o si fa a abitare in Padania! OOOOOOO OOOOOOOO OOOOO!)Siamo primi! Che squadra! Quest’ anno si vince il campionato ed andiamo in Champions League di Hockey!Poi un giorno spero ci guarderai in diretta Tv su Raisat.Bellaaaaaaaa!Forza Magico Centro!

  16. Bleek permalink
    24 novembre 2007 13:46

    Quoto la proposta di Kabalino…congeliamoli…

  17. Marcello permalink
    24 novembre 2007 14:00

    Beh una delle mie fantasie da bambino ruotava intorno al concetto di ibernazione. Leggevo e rileggevo le 2-3 pagine dell’enciclopedia dove si parlava di questa ipotesi scientifica, pensando che mi sarei fatto ibernare e così avrei visto il futuro…

  18. Dyo permalink
    24 novembre 2007 14:04

    Sai, Kabalino, immagino moltissimi cervelli che starebbero meglio sottozero. ;-)E’ sempre un piacere vederti passare, Manu. ;-)Alla fine, metaforicamente parlando, sarebbe bello essere e rimanere di ghiaccio. :-|Ciao Paolo: purtroppo non sono una sportiva, e lo sai, comunque auguri alla tua squadra. :-)Ed io quoto Bleek che quota Kabalino. 😉

  19. fra'diavolo permalink
    24 novembre 2007 14:30

    Mi sono separato perche’i piatti che preparava mia moglie si scioglievano in bocca………mi auguro che la prossima imparasse a scongelarli, prima di servirli.

  20. Dyo permalink
    24 novembre 2007 14:42

    Tentata anch’io dall’ibernazione, Marcello. Poi da quella società americana, la Algor, credo, che conserva i cadaveri nell’azoto liquido…

  21. Anonymous permalink
    24 novembre 2007 14:42

    Un frate dal palato fine?Ciao Mary

  22. Dyo permalink
    24 novembre 2007 14:44

    Con me saresti stato a tuo agio, frà. Io sono la donna Findus.

  23. ian permalink
    24 novembre 2007 16:20

    Cara Dyo, certo che ogni tanto si interrompe: per farsi cuocere o per andar male. intendevo con il “non si interrompe”, l’abitudine sempre più crescente dell’essere freddi nei rapporti.i successivi congelamenti, dovrebbero far di noi persone più ricche, se non altro per le scorie assimilate.

  24. Dyo permalink
    24 novembre 2007 16:42

    In questo senso hai perfettamente ragione, Ian, anche se credo che gli scongelamenti progressivi e continuati rendano “il prodotto” irrimediabilmente avariato.

  25. ian permalink
    24 novembre 2007 16:49

    mi fai paura dyo, quindi mi dici che più volte mi scongelo, quindi più rapporti ho, più marcisco? 🙂

  26. ian permalink
    24 novembre 2007 16:51

    scusa l’OT, ma c’è così tanta polvere in questo blog? non mi pareperchè la mascherina?

  27. Marcello permalink
    24 novembre 2007 22:07

    Oddio questa delll’Algor mica la sapevo. Mi fa pensare ai surgelati, però…

  28. Dyo permalink
    24 novembre 2007 23:57

    Non è proprio così, Ian. I rapporti umani veri, quelli che trasmettono amore o benevolenza, lasciano un calore benefico. Diverso è il caso di rapporti raggelanti, e dei nostri tentativi di uscire dal gelo, salvo tornarci perchè costretti.Eh, la mascherina ha un suo perchè. ;-)Sì, Marcello, è un’americanata per cadaveri facoltosi che, morti per malattie rare o incurabili, si sono fatti ibernare per molti anni, con la speranza, una volta scongelati, di poter essere curati e guarire.Appena trovo qualcosa te la invio. 😉

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