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Io, che vivevo di ricordi

29 novembre 2007











Stronger than me. Che cosa è veramente più forte di me, se non io stessa, temprata da bufere di neve, tempeste di sabbia rovente e incendi che hanno raso al suolo tutto quello che amavo? Per un’assetata di affetto è la peggiore delle condanne, è morire cento volte e cento volte, miracolosamente, rialzarsi e riprendere il cammino.

Circa un anno fa sono stata accoltellata al cuore nella più crudele delle maniere. Ho pensato spesso che sarei morta di dolore, giuro, e chi ha avuto la pazienza e la bontà di leggermi, durante quei lunghi mesi tristi, sa che ero veramente il simulacro di me stessa. Poi mi sono rimessa in piedi. E mi sono accorta che, temprata come sono, niente e nessuno riesce oramai a ferirmi più di tanto. Le sberle colpiscono, ma non fanno più male. E perfino i ricordi, bestie nere delle mie giornate e, soprattutto, delle notti trascorse a guardare il soffitto, hanno perso quel pesante carico emozionale che mi stritolava il cuore in una morsa di acciaio.

Poco fa, seppellita in un cassetto, ho trovato per caso una vecchia lettera d’amore, con tanto di reperto accluso. Ho annusato, toccato, sfiorato con la guancia: poi l’ho rimessa via, mi sono rialzata e son tornata a lavorare al computer. Senza tremiti nel cuore o nella voce, solo con un’ombra di rimpianto per quel pezzetto di passato che, cristallizzato nell’immobilità degli anni, non sembra nemmeno più essere appartenuto a me. Anche se quelle parole scritte in blu scuro un po’ scolorito erano vita, linfa, speranza nel domani. Mi sono rialzata senza espressione, quasi, sospesa fra indifferenza e rimpianto.

Siamo realtà “in continuo movimento”: soffriamo, metabolizziamo, ci rimettiamo in marcia.

Persa fra filamenti di ricordi e blocchi di presente, ho alzato il volume della tv, giusto in tempo per sentire Giuliano Ferrara recitare:” Berlusconi ha i voti, Berlusconi ha le idee, Berlusconi ha mezzi e denaro”. E le ultime brume blandamente uggiose si sono diradate all’improvviso, spazzate da un assolo di incredulità e sconcerto. Altro che nostalgia e vecchie parole sbiadite: lo avessi avuto fisicamente di fronte, almeno.

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29 commenti leave one →
  1. Bleek permalink
    29 novembre 2007 02:53

    Non si perde cio’ che non si ha mai avuto…Ferrara invece lo vorrei avere, così da poterlo perdere per sempre…

  2. Dyo permalink
    29 novembre 2007 07:30

    Avere proprio Ferrara, Bleek? Magari basta cambiare canale, anche se…capisco quello che vuoi dire. 🙂

  3. Marcello permalink
    29 novembre 2007 10:03

    Io di solito mi regolo così.Quando voglio farmi un’opinione su un qualsivoglia argomento, cerco di sapere cosa ne pensa Ferrara. Poi, basta pensare in maniera diametralmente opposta, e il gioco è fatto.Per quanto concerne la parte più corposa del post: curioso, certe sensazioni sono universali. Quello che era bello, che ti dava gioia un tempo ora è solo un pallido ricordo, lontano. Tant’è che devi fare uno sforzo per rievocare cosa provavi, cosa sentivi, all’epoca. Per dirla con De André:Ricordi sbocciavan le viole con le nostre parole “Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”, vorrei dirti ora le stesse cose ma come fan presto, amore, ad appassire le rose così per noi l’amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza.

  4. Sole d'autunno permalink
    29 novembre 2007 10:18

    Chi? Ferrara o Berlusconi?Perdona la battutaccia dai.. sto cercando di trovare sorrisi e magari re-imparare a seminarne..Un bacione grande

  5. PIDEYE permalink
    29 novembre 2007 12:38

    Ferrara e la sua idiozia sarebbero la cura adatta per ogni tipo di depressione. Appeno lo vedi… altro che buttarsi giù..cominci a reagire ed amare la vita…risalire per avere l’opportunità di incontrarlo e , quantomeno, e ribadisco…quantomeno, ridergli in faccia 😉

  6. Kleys permalink
    29 novembre 2007 13:23

    è giusto così.i ricordi, in quanto tali, non si possono dimenticare.solo, un giorno, dovrebbero smettere di ferire.un brindisi a questo giorno, dunque.baci

  7. fra'diavolo permalink
    29 novembre 2007 13:46

    ….se le sue labbra erano fuoco e tu tremavi fra le sue braccia….scordalo aveva la malaria!!

  8. Anonymous permalink
    29 novembre 2007 14:35

    Preferisco ridere!

  9. Laura permalink
    29 novembre 2007 15:37

    E’ un toccasana per il cuore sentire le tue parole. Fanno pensare che, forse, non siamo così deboli.Un abbraccio,Laura

  10. Dyo permalink
    29 novembre 2007 16:06

    Ferrara sta peggiorando di anno in anno, Marcello: penso non abbia più scampo.Venendo alle cose serie…sì, certe sensazioni sono comuni: dolori insopportabili che, pian piano, vanno stemperandosi in ricorsi malinconici, ma non più strazianti. Adattissime le parole di De Andrè. Adatte e molto belle.Ma quale battutaccia, Sole…Nella fattispecie avrei voluto davanti il faccione di Ferrara, ma anche l’ex premier schizzato mi avrebbe fatto comodo…;-)Certo che dobbiamo seminare sorrisi: almeno proviamoci.Un bacione. :-)Ma sai, Anna, che nei periodi più neri mi attaccavo alle scemenze che sentivo in tv, per stordire i pensieri? Ferrara, poi, per dirla “alla Bleek”, è un generatore causale (io aggiungerei volontario) di panzane invasate. Eppure molto tempo fa lo stimavo…Ma molto, eh?Vero, Kleys, aspetto che i ricordi si spoglino completamente di ogni emozione: poi brinderò, anzi brinderemo.Grazie, un bacio a te.Poteva anche essere un vampiro, Fra’…Ipotizzo, eh? Perchè non mi sembrava…:-)Preferisco dimenticare.:-)Più che non così deboli, Laura, siamo “programmati” per andare avanti. Siamo costretti, a farlo. Costretti dalla vita stessa. Un abbraccio anche da me.

  11. Baol permalink
    29 novembre 2007 19:13

    Ciao conterronea, ti chiederai come mai commento così tardi…miiii…son stato fuori tutta la giornata, mica per altro eh…ma come potrei commentare? allora, diceva il saggio…no, meglio dire “c’è un tempo per…” naaaaa….è stata sfruttata troppo allora potrei dirti che io la penso che…uffa, no, non è adatta. Lo sai cosa c’è? Ti abbraccio forte conterronea.Quanto al tizio con il nome di una stupenda città ed il girovita quanto il centro storico della stessa…a vokk ciò ka voul deisc…son le orecchie che dovrebbero saper capire (ma qui mi illudo).Solo un’ultima cosa: un enorme riverenza per marcello…sai che quando uno mi cita De Andrè io mi commuovo 🙂

  12. Anonymous permalink
    29 novembre 2007 19:28

    Baol, capisco che Dyo ti confonde le idee, però sù… una motivazione puoi darla (ad esempio: “ero a passeggio a Piazza Ferrarese”.BuonaserataCiao Nita.Maria

  13. Dyo permalink
    29 novembre 2007 19:31

    Aspetta, Baol, la pappardella di “c’è un tempo per…” è di Coelho o è tratta dal Qoelet?Comunque sia, per me è sempre tempo di fare salto in alto (non ridere, parlo a ragion veduta).Ma sono tranquilla, guarda…

  14. Dyo permalink
    29 novembre 2007 19:36

    Maria, io gli confondo le idee? Ma se son brava a confonderle solo a me stessa…

  15. Baol permalink
    29 novembre 2007 21:42

    @ Maria: era perchè non mi andava di lasciare il solito, laconico, “ti abbraccio conterronea” ;)Un abbraccio meridionale anche a teDyo…mi vanto di non averli mai letti entrambi 😀

  16. Ugolino Stramini permalink
    29 novembre 2007 22:38

    O.T.Ciao, ho partecipato con la foto “gerani” al 3° Blogger Photo Contest. Puoi votare lasciando un commento sulla tua foto preferita sino alle 24.00 del 30 novembre a questo indirizzo http://blphco.blogspot.com/A presto. ugolino

  17. Dyo permalink
    29 novembre 2007 23:29

    Avevo già votato, Ugolino. 😉

  18. ian permalink
    29 novembre 2007 23:36

    lettera sulla guancia, annusare i ricordi, tenere in un casetto. solo questo conta in questo post davvero bello.

  19. Dyo permalink
    29 novembre 2007 23:45

    Ian…:*

  20. Anonymous permalink
    30 novembre 2007 02:01

    Certi cassetti non si dorebbero riaprire mai.Io per evitare la tentazione, li svuoto.Ciao.Giorgio

  21. digito ergo sum permalink
    30 novembre 2007 02:39

    Oh… l’uomo vive di ricordi. Soprattutto quando non ha nulla di meglio di cui vivere. Non sono tanto i ricordi che sfiancano, quanto la possibilità di non vivere di meglio. Eppoi, chi lo ha detto che una gioia scaccia il dolore? È vero piuttosto il contrario. Come è vero che grande dolore ne scaccia uno più piccolo.So cosa vuole dire essere accoltellati al cuore. So cosa vuole dire non dormire, non mangiare, non muoversi, non respirare. So anche che Berlusconi ha le idee, i mezzi e i soldi. Sul fatto che abbia i voti… è diventato un prete? Allora no. Non ce li ha! Però tu hai un abbraccio nuovo nuovo che arriva fresco da Lugano.

  22. Scorpio79 permalink
    30 novembre 2007 07:45

    Capisco i tuoi pensieri e le tue impressioni. Sai quanto sono legato anch’io al passato e ai miei ricordi, ma con gli anni ho imparato anch’io ad andare avanti ed a superare le difficoltà. Anche perché non c’è altra scelta… Ciao Scorpio79P.S. Oggi sono in ferie…

  23. Daniel permalink
    30 novembre 2007 07:52

    Mi fa piacere averti scoperto.Penso che sconfiggere il dolore possa davvero renderci più forti. Il ricordo ci indebolisce e ci rinforza allo stesso tempo.Ma la vita rimane una sorpresa, nel bene e nel male.Un salutoDaniel

  24. Baol permalink
    30 novembre 2007 10:52

    Buongiorno conterronea, un abbraccio :*

  25. frammentidivita permalink
    30 novembre 2007 11:11

    Baol ho capito la difficoltà, ma un saluto alla rutiglianese cosa prevede??Buongiorno cara amica fantasma.Mary

  26. frammentidivita permalink
    30 novembre 2007 11:15

    Io non saprei manco come mandartelo, mi sento di appartenere alla mia bella Ostuni, ma ho vissuto così poco nella mia città, per cui mi sento solo ed unicamente merdionale.mary

  27. Dyo permalink
    30 novembre 2007 11:15

    Hai ragione, Giorgio: ma non sono ancora pronta a buttar via una parte importante della mia vita. Meglio, il suo ricordo.Ciao.Eh, DES, probabilmente è vero: al momento non ho una gioia più forte di quei ricordi. Ho delle mezze cose, ma almeno servono a distrarre, il che non è poco. Poi, insomma, se una storia è finita è finita, e girarci intorno non serve più. Puoi capirmi perchè lo sai.Scrivi da Lugano? Allora stai fresco…;-)Un abbraccio anche da me. :-)Ciao Rubens, in questi giorni ci sono, ma nello stesso tempo non ci sono del tutto. So quello che hai passato anche tu, e in effetti l’unica è cercare, comunque, di andare avanti. :-)Ciao Daniel, fino a pochi mesi fa mi avresti sentito dire che il dolore serve a far male e basta. Adesso, pian piano, mi sto rendendo conto di quanto le esperienze tristi siano capaci di cambiarci. Non sempre in meglio, magari, ma l’importante è “superare”.Un saluto da me.Buona giornata e un abbraccio, conterroneo Baol. 😉

  28. Ugolino Stramini permalink
    30 novembre 2007 11:20

    O.T.: passi da Calimero? (http://nuvolee.ilcannocchiale.it/ o sul mio blogroll)Mi farebbe piacere un tuo commento sull’argomento e sul mio commento.Il motivo ti sarà chiaro in fretta.

  29. Dyo permalink
    30 novembre 2007 12:24

    Maria, da dove spunti? E’ vero, insomma, che il fantasma sono io…;-)Butto la pasta e arrivo subito, Ugolino. 🙂

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