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Pensieri e parole

5 giugno 2009

Appare illusoria

come la vicinanza

a portata di mano

di una luna immensa e incandescente.

Appare illusoria

la memoria di un amore

che si faceva chiamare col nome  sbagliato.

Ho nutrito i miei pensieri

con la linfa delle fiabe

ho ascoltato racconti di respiri lontani

di alberi e stanze che non vedrò mai.

Se l’amore ha il suo nome

e non ha rubato il nome ad altri

non può aver paura di una voce.

Se costruisce dighe o barricate

si è sporcato d’ingiustizia

ed era finzione ingenua

quella del carcerato

che vede il sole oltre le sbarre.

Posso contare mesi ed estati

posso contare parole e ciò che mi abitava

-ciò che abitava me e me soltanto-

Il non-amore vestito da amicizia

si informa -cortese-

chiede -educato-

saluta -formale-

Il non amore pianifica una vita

la sua

che non ha mai compreso me

se non durante un breve sogno.

Ed io

adesso che ci penso

non ho mai visto

sul suo corpo nudo

il baluginar dell’alba.


L’ho tirata fuori con parto distocico. L’avevo in mente da stamattina, ma a volte non ci si riesce a fermare per fermare i pensieri, come farfalle puntellate su un foglio di polistirolo.

E’ un’immagine sgradevole e violenta? Lo so.

E stasera, mentre qualcosa si riaffacciava, sgomitando fra sinapsi e neuroni in pensione, driiin...

Rispondo io, la segretaria ufficiale di questa casa.

La logorrea bonaria di mia madre mi investe come un diretto in piena faccia.

– Ci sono strani insetti in casa.

– Strani? Del tipo?

-Visibili ad occhio nudo, di forma allungata. Se li schiaccio lasciano macchioline rosse.

– Non li schiacciare, allora.

– Mica l’ho fatto apposta. Oddio. Tuo padre è al circolo e torna alle dieci. Che faccio?

Per qualche secondo mi chiedo se consigliarle di chiamare la protezione civile.

– Ce l’hai in casa un insetticida?

– Sì sì. E’ ecologico, non puzza nemmeno. E’ che…non so…anche se in casa entra una mosca un po’ più grande, o una falena…mi vengono in testa pensieri strani che cerco di scacciare.

– Che pensieri, mamma? Gli insetti sono insetti e non annunciano niente.

– Ecco.

– Appunto.

– Lo so, dico cose irrazionali, ma a volte è più forte di me.

– Non ci pensare, è una forma di ansia come tante. Anzi, ascolta. Prendi l’insetticida e spruzzalo davanti alla porta della stanza da letto. Mi raccomando: spruzzalo a forma di cerchio.

– Perchè?

-Lascia stare: scherzavo.

E se stasera ho voglia di scherzare nonostante quello che ho dentro, vuol dire che ho buone speranze di rinascere. Anzi di risvegliarmi: dopo sette anni di coma.

Rolling Stones – Angie

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22 commenti leave one →
  1. 5 giugno 2009 02:29

    Ed é un augurio che ti faccio sinceramente e che viene dal cuore

    Un bacio
    Daniele

  2. Zelda permalink
    5 giugno 2009 07:38

    si, le hai.Un bacio, buona giornata, Tibi’

  3. 5 giugno 2009 08:55

    io la trovo bellissima… e penso che hai imboccato la strada giusta 🙂
    bacio&abbraccio

  4. 5 giugno 2009 09:49

    Affinche’ le tue poesie siano piu’ gradevoli e meno violente, come dici tu, dovresti usare l’insetticida.

  5. bastiancuntrari permalink
    5 giugno 2009 10:36

    “…non ho mai visto sul suo corpo nudo il baluginar dell’alba…”.
    Secoli addietro – durante i lunghi 10 anni del mio “black hole” – è capitato anche a me: il tempo della “toccata e fuga”. Il tempo dell’eterna seconda. Il tempo del “devo scappare, è tardi”. E speravo sempre che gli rimanesse aperta la patta, al bastardo. Fanculo! Ma è passato, per fortuna, e spero (giuro) che sia bell’e morto stecchito!
    Passerà anche a te, bambina, lo so, e prova a fare anche tu i cerchi con l’insetticida, e poi sputaci dentro 3 volte ed esclama “8 e 9”: non so se funzionerà, ma sicuramente ti sentirai talmente ridicola e cretina che ti verrà da ridere…
    Un bacio, sorellina.

  6. 5 giugno 2009 13:03

    Tu sei già rinata.Basta leggere tra le righe.Bellissima la poesia.

  7. 5 giugno 2009 13:13

    Di corsissima ti lascio un abbraccione di buon fine settimana 🙂

  8. lavinia permalink
    5 giugno 2009 14:04

    1. cos’è un parto distocico?
    2. tua madre ha ragione. anche lady macbeth parla di ‘all the scorpions in my head’. Ed è incontestabile che i piccioni morti mi annuncino sempre un ritorno del mio ex.

  9. 5 giugno 2009 15:01

    Io ho sognato uno spermatozoo con l’elmetto e il vestito da sposa che correva a tutta birra su una motocicletta. Sarà un sogno foriero di disgrazie?

  10. 5 giugno 2009 15:48

    mannaggia TìBì.
    corro via!
    Ale

  11. 5 giugno 2009 15:58

    Ho riletto la tua poesia. Fresca e immediata nella forma, denso e vibrante per dolenzìa il contenuto. Quando l’amarezza si fa poesia, si addolcisce nei colori della malinconia. Complimenti.

  12. testa bislacca permalink*
    5 giugno 2009 18:46

    Ma grrrrrazie, Daniele.

    Forse me le sono sognate, Zelda.

    Strada giusta, Nadir? Prima o poi ne prenderò una anch’io.

    Per la serie”ammazza la vecchia col flit, e se non muore, col gas”. Ciao Fra’.

    Bastian, non ho bisogno di fare i cerchi e di sputarci dentro per sentirmi cretina. Questo post è la prova lampante che “lo nacqui”.

    Grazie Lanza. In realtà vorrei solo dormire molto a lungo.

    Un abbraccio anche a te, Esperimento. E buon fs.

    E’ un parto complicato che spesso ha bisogno di attrezzi tipo ventose o forcipi, Lav. Devi averlo amato molto quel tuo ex. 😉

    Guisito 1. No. Secondo me potrebbe rapresentare voglia o paura di paternità.

    Mi porti con te, Ale?
    Un bacio.

    Guisito 2. La tua recensione è mille volte meglio della mia “poesia”. A proposito di dolenzìa, mi sono appena ricordata che devo prendere un Voltaren.

    Ragazzi, scusatemi tutti, ma oggi sono di poche idee e di pochissime parole. Mi fa male un braccio da cani (meglio: mi fa male da cani un braccio), e stamattina ho dovuto guidare per circa 200 km. Boh.

  13. 5 giugno 2009 19:19

    Da brivido!!!!!!!!!!!!!
    Credo che sia fra le cose più belle che abbia letto in vita mia e mi faccio un copia incolla…

    Un forte abbraccio

  14. Alessandra permalink
    5 giugno 2009 19:38

    sì – assolutamente – sì!

    grazie!

    Ale

  15. 5 giugno 2009 19:55

    Anche io stavo per chiederti cosa fosse “un parto distocico” ma sono stato anticipato.
    Io temo alcuni insetti, mi fanno letteralmente schifo le blatte…solidarietà a tua madre 🙂

  16. 5 giugno 2009 20:55

    Per scrivere in questo modo ci si deve chiudere in frigo e staccare la spina, ma le muffe sono vita e da queste probabilmente proveniamo. Sei pronta per la rinascita. :))

  17. 5 giugno 2009 22:17

    i versi sono molto veri e toccanti, l’idea del cerchio con l’insetticida mi intriga :))

  18. testa bislacca permalink*
    5 giugno 2009 22:39

    Sei troppo carino e gentile, Marco. Ed io un po’ stanca, forse. 😉

    Allora aspetto un fischio, Ale.

    Anche a me, Celito, ma mia madre ci voleva vedere “oscuri presagi”. E questa è cosa “no buona”.

    Ho rischiato la putrefazione, Gians. Invece eccomi:

    Veri, toccanti, noiosi…
    Sai, Medita, in fondo ho un passato da strega.

  19. 5 giugno 2009 23:10

    😀 che meraviglia, ma allora lo vedi che tutto dipende più da come ci si vede piuttosto che da come ci vorrebbe essere visti. 🙂

  20. testa bislacca permalink*
    5 giugno 2009 23:40

    E infatti io mi vedo così, Gians:

    🙂

  21. 7 giugno 2009 09:21

    Bella la poesia. 🙂

  22. 7 giugno 2009 19:00

    Una bella poesia, una presa di coscenza, non la trovo dura e mi lascia una bella sensazione 🙂
    La voglia di scherzare non trovo ti sia mai passata, e secondo me è un buon segno, sempre.
    Ciauu

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